13 maggio 1978 Legge 180/78

Il giorno 13 maggio 1978 entrava in vigore una legge che istituiva la chiusura dei manicomi e un servizio sanitario pubblico per la cura dei problemi psichici: la legge, nota come legge Basaglia, fu una vera e propria rivoluzione nella cura della malattia mentale.

Fino ad allora i manicomi erano luoghi di emarginazione e solitudine, e l’unico obbiettivo era il contenimento fisico dell’ammalato, ammansito e reso passivo dall’uso pesante di medicinali e psicofarmaci estremamente dannosi per l’organismo; in più, si faceva largo uso dell’elettroschok, una tecnica che prevedeva scariche elettriche all’encefalo ripetute per un determinato periodo di tempo. Un metodo cruento e spesso più dannoso che curativo. Gli ammalati si trovavano spesso in pessime condizioni di vita, umiliati e frequentemente maltrattati: erano semplicemente luoghi di raccolta in cui malati di schizofrenia, di esaurimento nervoso e tossicodipendenti “vivevano” assieme, senza distinzione e senza cura affettiva.

Purtroppo occorsero diversi anni affinché i manicomi venissero chiusi definitivamente (Legge Obbiettivo, 1994) e le Regioni fornissero le varie città di centri appositi specializzati.

La legge Basaglia voleva ridare dignità ai pazienti, considerandoli soprattutto persone e creando personale specializzato: dovevano essere curati, non emarginati e resi passivi. La vera rivoluzione fu l’approccio di umanità da trasmettere ai malati: fu il primo passo verso il Servizio Sanitario Nazionale poiché istituì il Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.).

Grazie a questo decreto la cura della malattia mentale fu regolato da leggi giuridiche basata sui diritti costituzionali quale la dignità della persona e il diritto di qualsiasi cittadino alle cure mediche. Fu un grande passo per la civilizzazione del nostro paese poiché fu l’incipit ad un sistema sanitario, quello italiano, atto a garantire le cure sanitarie a prescindere dal censo e dalla ricchezza dell’individuo. Ancora oggi questa legge, confluita nella legge833/78 ( 23 dicembre 1978 ) tutela la cura dei disturbi psichici.

Come possiamo vedere non parliamo di tempi particolarmente distanti: fino a poche decine di anni fa chiunque soffrisse di queste patologie veniva frequentemente abbandonato in quei luoghi di solitudine, spesso destinato a morire solo e senza affetto. Ricordiamoci sempre , perciò, che il benessere e i vantaggi del presente sono frutto di chi prima di noi ha sofferto o ha visto la sofferenze ma soprattutto di chi è intervenuto veramente per risolverli.

Melissa Natalizio

(dati tratti da Wikipedia)

1 Commento

  1. federico ha detto,

    Maggio 13, 2008 a 9:12 pm

    bene….il mio commento era così sottile che si è cancellato…!
    volevo solo dire che sarebbe il momento di trovare nella legge una giusta risposta in merito al “diritto” che non ho mai capito perchè gli hanno attribuito proprio questa parola che dovrebbe in realtà indicare una direzione, fra l’altro la più semplice e lineare, molto più concreta e razionale: “voglio far valere i miei storti”…. oh, parliamoci chiaro!!!

    Ma come dicevo prima, se fra 6000 cose “storte” quest’uomo è riuscito a raddrizzarne …mezza (e ancora la punta tentenna) penso che su 20 miliardi di cervelli ne potrebbe spiccare uno per categoria, che poi se tralasciamo i sottoinsiemi non dovrebbero superare la dozzina;

    cioè:
    – caso A -
    questo commento e questo post di questo blog (pensa già quanti passaggi (siamo proprio in Italia!)) lo leggerà qualcuno che prenderà in considerazione la cosa, magari parlandone a cena per trovare il tema di una discussione che virerà sul calcio o chissà cosa
    – caso B –
    questo commento e questo post di questo blog lo leggerà qualcuno che dirà in quel cunicolo intricato del suo bitorsoluto cervelletto: Ma oggi sono 30 anni che quest’uomo ha praticamente liberato una fetta di popolazione portandola da schiavetti-cavie da laboratorio a persone con un minimo di dignità, e il primo articolo delle prime pagine delle maggiori testate giornalistiche dicevano: Berlusconi lancia il dialogo “La gente vuole stabilità”

    “ma sai dove te la darei la stabilità (non voglio entrare nello sperimentale!)

    Comunque queste son sempre le solite cose, ma che ci state a perdere anche del tempo, tanto ormai è così, che ci vuoi fare, cosa posso fare io, questa è la vita, ho altro a cui pensare, sono tutte “cazzate”……. vai, vai a giocare alla playstation, vai allo stadio a tirare le monetine ai “nemici”, vai a lavoro durante la settimana e a svagarti nel weekend, guarda che inizia il telefilm su italia1 (tanto gli hai già fatto lo spot col telefonino magari…)

    Scusate, attimo di nevrosi;

    Spero in un risveglio dei sensi primordiali, un riaffiorare della vigorosità dell’uomo in quanto essere e non utente, un’autonomia di pensiero, un certo tatto nell’informazione, che si ottiene solo con un bel gioco di ruolo, sorridendo delle 6000 e piangendo della mezza cosa ottenuta, non perchè è andata male ma perchè è ancora soltanto mezza!

    Bene, basta così…. però ho valutato che scrivere così è un’ottima liberazione d’animo!


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