“Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà”
E.Biagi
Ottobre 20, 2008 a 8:04 pm (Uncategorized)
Tags: libertà biagi
“Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà”
E.Biagi
Ottobre 4, 2008 a 1:21 pm (informazione)
Tags: papa vaticano chiesa finanziamenti otto per mille
Quello che tutti vedono sono le toccanti e commoventi campagne pubblicitarie in cui padri abbracciano bimbi dello Zimbaowe e raccolgono poveri per le strade tenendoli amorevolmente per la mano: fin qui, niente di male, anzi, sono una conferma che la Chiesa ha ancora qualcosa di originario ed altruista al di là della burocrazia religiosa.
Il problema, quello che “non si vede”, è che nelle famose pubblicità, puntualmente inviate in tutte le emittenti allo scoccare della dichiarazione dei redditi, non c’è tutta la verità ma una realtà parziale ed univoca che nessuno, Istituzioni o ecclesiastici, si sente evidentemente in dovere di specificare e completare.
La parte di denaro detratto dall’”8Xmille” che va effettivamente a destinazione di opere di carità ed umanitarie conta infatti solo il 20% dell’intera somma devoluta ogni anno alla Chiesa Cattolica, mentre la restante percentuale (l’80%) e devoluta rispettivamente per il 34% al “sostentamento del clero” e per il 46% ad “esigenze di culto”.
Gli ultimi dati ufficiali mostrano che l’ammontare della cifra devoluta alla Chiesa Cattolica dai contribuenti è di circa 1 miliardo di euro.
Non tutti conoscono il metodo di distribuzione dei fondi di chi non esprime una preferenza sulla destinazione dell’8%o del suo reddito, che vengono divisi in modo proporzionale fra Stato, Chiesa ed altri enti religiosi secondo l’esito percentuale di quanti hanno invece espresso una preferenza: se chi ha donato la sua parte alla Chiesa ammonta all’80% del totale, allora l’80% del totale di chi non si è espresso va alla Chiesa. Esattamente ciò che è avvenuto. Il metodo, di per sé democratico, non lo è più se si considera che molti non lo conoscono e che pensano che il loro donativo non espresso finisca genericamente allo Stato: questi dati sono pubblici ma evidentemente le pubblicità televisive appaiono tanto convincenti da togliere ogni dubbio e da non esiger chiarimenti. Tutti zitti.
Ma ciò che scandalizza (chi, ovviamente, ne è informato,) è l’ammontare complessivo di finanziamenti statali alla Chiesa che si aggiungono al suddetto milione di euro, e che vengono (anch’essi) dalle nostre tasche:
(2004)
478 milioni di euro per stipendi insegnanti di religione
258 milioni per finanziamenti delle scuole cattoliche
44 milioni per le 5 università cattoliche
25 milioni servizi idrici Città del Vaticano
20 milioni per Campus universitario dell’Opus Dei
19 milioni per l’assunzione in ruolo insegnanti religione
18 per buoni scuola studenti scuole cattoliche
9 per fondo sociale dei dipendenti del Vaticano e dei loro familiari
9 per ristrutturazione edifici religiosi
8 per stipendi dei cappellani militari
7 per fondo di previdenza del clero
5 per Ospedale di Padre Pio a San G.Rotondo
2,5 milioni per finanziamento degli oratori
2 per costruzione edifici di culto etc…..
Una cifra che fa impennare le entrate fiscali del Vaticano a circa 3 miliardi di euro annui. Ma non è ancora finita, perché bisogna aggiungere che la Chiesa gode di un’ esenzione fiscale calcolata in circa 6 miliardi di euro (59.000 enti ecclesiastici), oltre a possedere circa 90.000 immobili del valore di 30 miliardi esenti da imposte (sui fabbricati, su reddito persone giuridiche, su compravendita e sull’IVA). Il totale di denaro ricevuto è in totale di circa 9 miliardi di euro.
P. Odifreddi, con il suo libro “Perché non possiamo essere cristiani?”, che si appoggi o meno la sua teoria, mostra questi dati finanziari sconcertanti ma reali, che tutti dovrebbero conoscere consapevolmente prima di fare la loro scelta. La conclusione infatti è scandalosa: ben il 45% della Finanziaria 2006 (20 miliardi in totale) è finita nelle casse vaticane, col risultato che mentre la Chiesa riceve soldi e privilegi i cittadini vedono raddoppiare le tasse a loro carico.
Melissa n.
Ottobre 4, 2008 a 11:57 am (News)
Tags: federalismo bossi tremonti finanze pubbliche mafia
“Una riforma storica”, l’ha definita Giulio Tremonti nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Su questa materia – ha spiegato – c’è un consenso generale, tra le istituzioni più alte della repubblica, tra i governi locali, tra le forza politiche”. Si tratta comunque di “un cammino che viene da lontano, dal primo governo Berlusconi. Storicamente, 14 anni sono un tempo breve”. Poi il ministro dell’Economia ha aggiunto che “fare il federalismo fiscale, data la Costituzione vigente, era un obbligo”; e il fatto che ancora non ci fosse “non era solo una lacuna, era un vulnus rispetto allo schema costituzionale”. (Repubblica.it 4 ottobre ’08)
Sono queste le parole del nostro Ministro. Fatalmente scandalose, se non fosse che la Lega, ormai, non scandalizza più nessuno.
È un piano che per la maggioranza risolverà molti problemi legati ai finanziamenti delle Regioni, impedendo che una quantità incontrollata di denaro pubblico regolarmente addotto dai cittadini finisca nelle mani di un meridione- spugna assetato di soldi. Questa Riforma, a parere compatto del partito di maggioranza, dovrebbe ridurre il finanziamento illecito di Mafia & Co. (anche se offrire poteri d’azione amplificati ai sindaci delle città sembra improntato ad effetti decisamente opposti proprio al sud).
Eh si, l’Italia è cambiata – ancora una volta, in peggio. Sembrano lontani i tempi in cui quei “manigoldi” della Lega attentavano la Costituzione con folkroristici e coloriti discorsi secessionisti, con grande scandalo di qualsiasi cittadino con un minimo di orgoglio nazionale (seppure in Italia, si sa, si dosi col contagocce).
È lontana l’epoca in cui il focoso Bossi dichiara l’indipendenza della “Padania” in uno dei suoi pittoreschi slanci (15 settembre ’96 a Venezia). Questo compatto partito (compatto anche nelle denunce per diffamazione alla bandiera, e non solo) ne ha fatti di passi avanti: da accusatore di Berlusconi si è fatto suo migliore amico, tanto che quest’ultimo fa di tutto per accontentarne i capricci prima di risolvere i nostri problemi veri -troppi per elencarli. Cosa importa se gli italiani devono fare la spesa con la calcolatrice in mano: almeno Bossi, La Russa e Maroni sono finalmente contenti.
A quanto si dice “La” Riforma sarà una manovra che faciliterà la guerra alle cosche sanguisughe sul territorio (ovviamente si fa finta che il nord non c’entri niente): vedremo il risultato e valuteremo in futuro, visto che fino al 2015 non sarà applicata. Di certo sappiamo solo che non si è parlato ancora di cifre ma solo di un ipotetico risparmio; insomma tanta teoria. E basta.
Solo un appunto finale : ricordiamo le vecchie parole di Miglio , confermate da Cannella, entrambi della Lega, secondo i quali la mafia andrebbe “istituzionalizzata” perché riflette una tradizione storica del sud e non si può cancellare. Certo, la tradizione borbonica, mi sento di aggiungere.
Melissa N.