Federalismo Fiscale: come la Lega si sta togliendo una soddisfazione

“Una riforma storica”, l’ha definita Giulio Tremonti nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Su questa materia – ha spiegato – c’è un consenso generale, tra le istituzioni più alte della repubblica, tra i governi locali, tra le forza politiche”. Si tratta comunque di “un cammino che viene da lontano, dal primo governo Berlusconi. Storicamente, 14 anni sono un tempo breve”. Poi il ministro dell’Economia ha aggiunto che “fare il federalismo fiscale, data la Costituzione vigente, era un obbligo”; e il fatto che ancora non ci fosse “non era solo una lacuna, era un vulnus rispetto allo schema costituzionale”.             (Repubblica.it 4 ottobre ’08)

 

Sono queste le parole del nostro Ministro. Fatalmente scandalose, se non fosse che la Lega, ormai, non scandalizza più nessuno.

È un piano che per la maggioranza risolverà molti problemi legati ai finanziamenti delle Regioni,  impedendo che una quantità incontrollata di denaro pubblico regolarmente addotto dai cittadini finisca nelle mani di un meridione- spugna assetato di soldi. Questa Riforma, a parere compatto del partito di maggioranza, dovrebbe ridurre il finanziamento illecito di Mafia & Co. (anche se offrire poteri d’azione amplificati  ai sindaci delle città sembra improntato ad effetti decisamente opposti proprio al sud).

Eh si, l’Italia è cambiata – ancora una volta, in peggio. Sembrano lontani i tempi in cui quei “manigoldi” della Lega attentavano la Costituzione con folkroristici e coloriti discorsi secessionisti,  con grande scandalo di qualsiasi cittadino con un minimo di orgoglio nazionale (seppure in Italia, si sa, si dosi col contagocce).

È lontana l’epoca in cui il focoso Bossi dichiara l’indipendenza della “Padania” in uno dei suoi pittoreschi slanci (15 settembre ’96 a Venezia). Questo compatto partito (compatto anche nelle denunce per diffamazione alla bandiera, e non solo) ne ha fatti di passi avanti: da accusatore di Berlusconi si è fatto suo migliore amico, tanto che quest’ultimo fa di tutto per accontentarne i capricci prima di risolvere i nostri problemi veri -troppi per elencarli.  Cosa importa se gli italiani devono fare la spesa con la calcolatrice in mano: almeno Bossi, La Russa e Maroni sono finalmente contenti.

A quanto si dice “La” Riforma sarà una manovra che faciliterà la guerra alle cosche sanguisughe  sul territorio (ovviamente si fa finta che il nord non c’entri niente): vedremo il risultato e valuteremo in futuro, visto che fino al 2015 non sarà applicata. Di certo sappiamo solo che non si è parlato ancora di cifre ma solo di un ipotetico risparmio; insomma tanta teoria. E basta.

Solo un appunto finale : ricordiamo le vecchie parole di Miglio , confermate da Cannella, entrambi della Lega, secondo i quali la mafia andrebbe “istituzionalizzata” perché riflette una tradizione storica del sud e non si può cancellare. Certo, la tradizione borbonica, mi sento di aggiungere.

 

 

                                                                                    Melissa N.

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