UNA POLITICA SCOMODA: BOB KENNEDY E L’ILLUSIONE DEL ‘68

Era la notte fra il 4 ed il 5 di giugno di 43 anni fa: dopo la sua campagna elettorale Bob Kennedy, fratello di John Fitzgerald Kennedy, stava festeggiando la sua vittoria nelle primarie di California e South Dakota con i compagni del Partito Democratico quando una pallottola lo colpì al cuore fuori dall’Ambassador Hotel di Los Angeles. Nonostante le cure immediate morì il 6 giugno del 1968. Cadeva così non solo un potenziale grande uomo politico ma anche la voglia di cambiamento che alimentava il Vento d’America.

Erano gli anni caldi del ’68, anni di subbuglio politico, di tanta voglia di cambiare quel Sistema corrotto che tutti percepivano sulla propria pelle dopo il perbenismo e l’illusione di ricchezza degli anni del dopo Guerra: quella fame di apparenza, di false facciate di un benessere che non c’era avevano voglia di cadere assieme a quel Muro che ne rappresentava l’ostacolo e la forza. E intanto nell’aria, risuonava The Wall dei Pink Floyd e le melodie country di Bob Dylan.

Ma cosa è realmente cambiato? La Libertà del Singolo di fronte alla Politica ed al Potere? I diritti umani? La dipendenza della gente dai beni costosi? Ognuno ovviamente ha la propria visione ma, osservando intorno a Noi viene da pensare che niente sia cambiato a che anche quegli anni magici di rivoluzione siano stati uno strumento, una valvola di sfogo creata a puntino per illudere l’occidente apparentemente democratico di qualche vittoria mai avuta. Allora come oggi vince il Potere, il Sopruso, la Violenza fisica e psicologica dei pochi gestori del mondo di fronte alla massa, lo sfruttamento della povertà ed il Dio Denaro.

Forse quel vero intento politico onesto del sorridente Bob, barbaramente eliminato, rappresenta bene la Falsa Rivoluzione che ci ha illuso e che ormai ci appare come un ricordo lontano ed utopistico: possiamo allora gongolarci nella Nostalgia di una illusoria Epoca o, in un’alternativa costruttiva, fare di Tutto per farla avverare. Ovviamente partendo da Noi stessi e dai nostri Intenti.

(Melissa Natalizio, 6 giugno 2011)

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